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David di Donatello 2025: il miglior trucco

  • Immagine del redattore: carlabelloni
    carlabelloni
  • 7 mag 2025
  • Tempo di lettura: 7 min

Aggiornamento: 10 lug 2025



Il David di Donatello 2025 per il miglior trucco è stato assegnato ad Alessandra Vita e Valentina Visintin per il loro straordinario lavoro in Le Déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta, un film storico diretto da Gianluca Jodice. La vittoria rappresenta un trionfo significativo per la scena cinematografica italiana, sottolineando non solo l'importanza del trucco e degli effetti speciali, ma anche il talento di due professioniste che hanno saputo dar vita a un’opera visivamente intensa e memorabile.


Entrambe le truccatrici sono salite sul palco per ritirare il premio, celebrando il frutto di una collaborazione che ha saputo unire tecnica e creatività in maniera impeccabile. Alessandra Vita, specializzata nel trucco beauty e cinematografico, ha curato la parte di trucco generale e d’epoca, mentre Valentina Visintin ha realizzato i prostetici e curato gli effetti speciali di trucco, contribuendo in modo fondamentale alla trasformazione fisica e visiva dei personaggi, in particolare per quanto riguarda l'aspetto di Re Luigi XVI.


Alessandra Vita: sensibilità e costruzione dell’immagine

Alessandra Vita, diplomata presso l’Accademia Nazionale del Cinema di Bologna, è una professionista che ha saputo farsi strada nel mondo del trucco cinematografico, lavorando in una varietà di progetti che spaziano dal cinema al teatro, fino alla televisione e alle web series. La sua carriera si distingue per la capacità di dare forma e spessore ai personaggi attraverso il trucco, riuscendo a raccontare storie e emozioni senza bisogno di parole. Alessandra ha perfezionato la sua capacità di interpretare attraverso il trucco la psicologia dei personaggi. Specializzata in trucco beauty, correttivo e cinematografico, è nota per l’approccio narrativo che applica al suo lavoro: ogni volto diventa una mappa espressiva, ogni scelta cromatica una chiave di lettura.


Nel film Le Déluge, Vita ha affrontato la sfida di trasmettere l’epoca di Maria Antonietta e della corte Francese non solo con la scelta di colori e dettagli, ma anche attraverso la caratterizzazione psicologica dei volti dei protagonisti. Il trucco da lei realizzato non è stato solo un “accessorio estetico”, ma una vera e propria estensione della narrativa, in grado di esprimere la decadenza e la fragilità di una regina che si trova a fronteggiare il tramonto di un'epoca.

In Le Déluge, Vita ha portato in scena un’idea del trucco che trascende dall'aspetto, diventando mezzo per raccontare il decadimento e la fusione tra le classi sociali alla vigilia della Rivoluzione Francese.


In un’intervista rilasciata a Le Voci del David, ha raccontato così il processo creativo:

“L’aspetto dei reali di Francia verso la fine del 1700 è del tutto simile, nel nostro immaginario, a quello che potrebbe essere l’aspetto degli dei. Grazie al trucco i loro volti sono esangui, solcati solamente dalle iridi e su cui si appoggiano morbidissime sfumature di albicocca. Durante il corso del film li vedremo contaminarsi con elementi della fazione opposta, il Terzo Stato che irrompe. Li vedremo sporcarsi: vedremo i segni di stanchezza, le labbra secche, i peli facciali… Tutti elementi che ci ricordano che il sangue realmente scorre nelle loro vene, lo stesso che verrà dissipato sotto la ghigliottina. Tutto questo per me è emblematico della compenetrazione delle due fazioni, che di fatto si sono fuse.”

Questa visione conferma la qualità del suo lavoro: il trucco è strumento drammaturgico, capace di raccontare l’evoluzione dei personaggi e la contaminazione visiva tra sacralità e umanità, tra bellezza e decadenza.

La sua attenzione ai dettagli e la sensibilità nella resa di ogni personaggio hanno reso questo lavoro particolarmente apprezzato dalla critica, e il premio ricevuto al David è la giusta coronazione di anni di esperienza e dedizione.


Valentina Visintin: precisione artigianale e visione creativa

Valentina Visintin ha intrapreso un percorso formativo che unisce arte e tecnica, gettando le basi per la sua affermata carriera nel campo degli effetti speciali di trucco. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico, ha proseguito gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, concentrandosi su scenografia e trucco. All'epoca, in Italia, mancavano scuole specializzate in effetti speciali, rendendo il suo percorso ancora più pionieristico. Determinata a perfezionare le sue competenze, ha deciso di trasferirsi a Londra, dove ha vissuto per sette anni. In questo periodo, ha collaborato con importanti produzioni cinematografiche e televisive internazionali, tra cui "Game of Thrones", "Guardians of the Galaxy", "Cloud Atlas", "Prometheus" e "X-Men: L'Inizio" .

Al suo ritorno in Italia, ha fondato il laboratorio VIVA FX a Milano, specializzato nella progettazione e realizzazione di effetti speciali di trucco per il cinema e la televisione. Inoltre, ha ideato il progetto EffectUs, un'associazione culturale che promuove la collaborazione e lo scambio di conoscenze tra gli artisti degli effetti speciali .

Il suo percorso formativo, che combina studi artistici e un'esperienza internazionale significativa, ha contribuito a consolidare la sua reputazione come una delle principali professioniste nel settore degli effetti speciali di trucco.


Nel film Le Déluge, accanto a Vita, Valentina Visintin ha firmato gli effetti prostetici con una precisione e una profondità che hanno reso la trasformazione degli attori un elemento centrale del racconto filmico. Visintin ha guidato una crew tecnica che ha saputo portare sul set un’accurata ricostruzione fisionomica, tra artigianato e perizia.

Nel film ha curato in particolare la trasformazione prostetica del re Luigi XVI, lavorando su protesi anatomicamente credibili che hanno ridefinito il volto dell’attore Guillaume Canet. Il suo intervento ha avuto un ruolo chiave nel rendere visibile il progressivo decadimento del potere, dando forma concreta alle tensioni psicologiche e storiche che attraversano il personaggio e l’intera narrazione.


Anche lei, intervistata da Le Voci del David, ha condiviso il cuore della sua esperienza:

“Lavorare a un progetto come Le Déluge è stato particolarmente entusiasmante per me e la mia crew. Il nostro lavoro è stato quello di portare nella realtà la visione del regista Gianluca Jodice, che coraggiosamente ha desiderato che un attore celebre come Guillaume Canet fosse completamente trasformato per assumere le sembianze del Re Luigi XVI. La nostra ricerca è partita dall’iconografia prevalentemente pittorica dell’epoca, per poi tradurla con forme anatomicamente corrette ad adattarsi al viso dell’attore e consentire la produzione delle protesi, che sono state poi anche pre-colorate e applicate ogni giorno di ripresa. Così abbiamo dato alla luce il re, che poi, assieme a tutti gli altri reparti, è stato completato in un’opera davvero meravigliosa.”

Le sue parole testimoniano quanto l’efficacia visiva del film sia il risultato di una precisione tecnica minuziosa e di una dedizione profonda alla coerenza storica, trasformando il prostetico in uno strumento di rivelazione identitaria.


Sul suo profilo Instagram, Visintin ha voluto sottolineare l’importanza di questo premio, scrivendo:


"Ancora incredula e grata per questo riconoscimento condiviso con Alessandra Vita per miglior Trucco e Prostetici per Le Déluge…! Rinnovo i ringraziamenti ad @ascentfilm che ha creduto in noi e al nostro capitano Gianluca Jodice che ringrazio per essere un regista visionario e coraggioso, che ci ha concesso di esprimerci a pieno. Grazie alla mia famiglia per avermi sempre spinto a perseguire i miei sogni e a Matteo Codispoti per essere un vero sostenitore e stupendo compagno di vita. Ma soprattutto ribadisco che questo premio è di tutte le persone che hanno donato il loro talento, tempo, dedizione, impegno alla riuscita di un progetto complesso e con cui ho la fortuna di condividere non solo un mestiere ma anche un valore fondamentale."


Queste parole non solo testimoniano la gratitudine di Visintin, ma anche il valore della collaborazione collettiva che ha reso possibile la realizzazione di un progetto cinematografico di alto livello. Il suo lavoro dimostra che la prostetica non è solo una tecnica, ma un’artigianalità che aggiunge profondità e significato a ciò che vediamo sullo schermo.


Un David che valorizza il backstage

Questa vittoria, che mette in evidenza il lavoro di Alessandra Vita e Valentina Visintin, va ben oltre il semplice riconoscimento per il trucco e i prostetici: è un tributo a un mestiere relegato dietro le quinte, ma che in realtà svolge un ruolo cruciale nel raccontare storie attraverso il cinema. Il trucco e gli effetti speciali sono essenziali per creare l'immagine visiva dei personaggi, per dar loro corpo e anima, per mostrarne l'evoluzione e le emozioni senza dire una parola.

Questa vittoria al David di Donatello per il miglior trucco è quindi un'opportunità per riconoscere il valore di questi mestieri, celebrando la creatività, la tecnica e la passione di due donne che hanno saputo trasformare il film in un'opera visivamente straordinaria. Alessandra Vita e Valentina Visintin, con il loro lavoro meticoloso e visionario, hanno contribuito a costruire un film che non è solo una ricostruzione storica, ma una narrazione visiva che lascia il segno.


Ispirazione per le future generazioni di truccatori

Alessandra Vita e Valentina Visintin sono l’esempio tangibile di come passione, dedizione e capacità possano trasformare un mestiere apparentemente invisibile in un’artigianalità che lascia una traccia indelebile. Sono figure professionali che devono essere segnali di ispirazione per i giovani aspiranti truccatori e artisti del settore. La loro carriera, che unisce tecnica e creatività, dovrebbe stimolare le nuove generazioni a intraprendere un percorso di studio serio e appassionato, affinché possano emergere nel panorama cinematografico e teatrale con la stessa intensità e originalità.

Il mondo del trucco e dei prostetici non è solo un’abilità tecnica, ma una forma di maestria che racconta storie, crea emozioni e costruisce mondi.

Le figure come Vita e Visintin, che si dedicano alla bellezza e alla verità dei volti e dei corpi, sono fondamentali per aprire le porte della creatività agli aspiranti truccatori, spingendoli a perfezionare la loro tecnica, a sviluppare il loro occhio artistico, e soprattutto a rimanere fedeli alla propria passione.

In un mondo cinematografico sempre più attento alla cura dei dettagli e all’estetica, il loro esempio è un invito ad abbracciare la bellezza della perfezione tecnica, senza mai perdere di vista l’essenza artistica che la rende straordinaria.


Il film Le Déluge si è aggiudicato ben quattro David di Donatello:


Miglior trucco, Alessandra Vita e Valentina Visintin

Miglior acconciatura, Aldo Signoretti e Domingo Santoro

Miglior costumista, Massimo Cantini Parrini

Miglior scenografo, Tonino Zera, Carlotta Desmann e Maria Grazia Schirripa


Un trionfo che non riguarda solo l’estetica, ma sottolinea con forza il potere del linguaggio non verbale nel cinema. Ogni elemento visivo, dalla texture della pelle alla foggia di un abito, dalla linea di un'acconciatura all’ambiente scenografico, diventa narrazione silenziosa, capace di veicolare emozioni, contesto storico e tensioni drammaturgiche. In Le Déluge, questi reparti hanno lavorato in simbiosi per costruire un mondo credibile, sensoriale e profondamente simbolico. Questi reparti concorrono attivamente alla definizione del tono, del ritmo e della verosimiglianza, offrendo al pubblico una lettura stratificata e immersiva. Le Déluge dimostra che l’eccellenza visiva, quando guidata da ricerca, coerenza e visione, può determinare la potenza evocativa di un film tanto quanto la parola.



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